La cattedrale di Santa Maria Annunziata

L’originaria Cattedrale di Priverno, i cui numerosi resti sono tuttora visibili nel sito archeologico di Mezzagosto, si ergeva nella Privernum romana probabilmente almeno fino al XII sec. Solo successivamente, con il trasferimento , nell’abitato collinare iniziò la costruzione di diverse chiese, tra cui la stessa Cattedrale.

Consacrata nel 1183 da papa Lucio III, la Cattedrale domina la Piazza dall’alto di un’imponente scalinata, sotto il cui portico è posta un’iscrizione che ne ricorda proprio la consacrazione. Della Cattedrale originaria resta tuttavia solo il portico che presenta l’arco al centro a tutto sesto e gli archi laterali a sesto acuto che poggiano su colonnine sorrette da  animali stilofori, tipica rappresentazione simbolica medioevale a difesa dell’edificio dalle forze negative. La figura del cavallo invece alluderebbe alla mitica figura della virgiliana regina Camilla, allevata con il latte di cavalla.

L’interno ha tre navate: nelle due laterali si aprono numerose cappelle, mentre la navata centrale conserva dell’assetto originario solo il transetto. Di fondamentale importanza è  sottolineare che in quegli stessi anni a Fossanova cominciava la costruzione dell’imponemte abbazia gotico-cisterciense, ragion per cui notevoli sono le affinità tra i moduli stilistico-architettonici della Cattedrale e quelli dell’Abbazia. Il resto della Cattedrale, completamente ricostruito nel ‘700, risente  invece del gusto stilistico barocco dell’epoca.

Qualche lacerto di affresco del XV e XVI secolo è ancora visibile nella parete d’ingresso e nella Cappella del Presepe. Nelle cappelle si conservano pregevoli opere d’arte: nella terza cappella di sinistra, detta “Cappellone”, sono conservati un crocifisso ligneo (1672-1673) ed un “Cristo deposto” (XV sec.) portato in processione il Venerdì Santo. Nella cappella destra dell’altare maggiore, intitolata alla Madonna di Mezzagosto, di notevole pregio è la tavola dipinta a tempera risalente al XV sec.: In essa la Madonna è posta orante e sorregge sulle ginocchia Gesù bambino benedicente con il libro aperto. Due sono le leggende che si riferiscono alle origini di questa Tavola: la più antica narra come i Privernati, dopo la distruzione della città romana di Mezzagosto, recuperarono dalle rovine il dipinto con la Madonna, rimasto miracolosamente illeso; la seconda leggenda vuole che il dipinto sia stato trovato prodigiosamente nel 1143 da un contadino mentre arava il suo campo nel sito di Mezzagosto.

Il culto della Madonna ha tutt’oggi un posto rilevante nella religiosità e nel folklore degli abitanti del paese: ogni anno, il 14 agosto, continua a svolgersi una processione in suo onore ed ogni cinque anni il carro sul quale è montata la tavola dipinta viene fatta trainare da due grandi buoi bianchi, in ricordo di quegli stessi animali che, secondo la leggenda, di colpo si fermarono, inginocchiandosi proprio laddove l’immagine giaceva non vista, ricoperta di terra.