Il Palazzo Comunale

 

Priverno non conobbe il giogo dei signori feudali ma, in singolare affinità con le forme comunali diffuse nell’Italia centro-settentrionale, fin dall’ XI sec. venne amministrata da un consolato composto da milites e massari.

Nel corso del XIII sec. emerse così la necessità di costruire una sede apposita per l’amministrazione civica e si scelse di erigere un palazzo nella piazza dove già esisteva l’edificio simbolo del potere religioso cittadino,  ovvero il Duomo di Santa Maria.

Originariamente il Palazzo aveva due soli piani: il pianterreno, probabilmente porticato, e il piano superiore con la sala consiliare a cui si accedeva dall’attuale Piazza Trieste.

La prima significativa modifica si ebbe nel XV sec. quando l’edificio venne ampliato verso est con la creazione del corpo secondario che andò così a collegare il palazzo al Duomo, un po’ arretrato rispetto al prospetto principale. Successivamente ci fu la chiusura dell’arcate del portico per ricavarne  ambienti  destinati a sede dell’archivio comunale e successivamente a carcere mandamentale, documentato fino al 1938.

E’ intorno alla metà dell’ Ottocento che il Palazzo venne però trasformato radicalmente con l’ampliamento verso piazza Trieste, la sopraelevazione di un piano, l’aggiunta delle bifore al secondo piano, del balcone e dell’orologio. L’influenza architettonica della vicina abbazia gotico-cisterciense di Fossanova è notevole soprattutto nel sistema delle volte del portico e nelle finestre duecentesche del primo piano con i loro capitelli a crochets.